Al convegno organizzato in Triennale sul tema "Residenze sociali, Madrid Milano. Esperienze a confronto" il Coordinator general de vivienda del ayuntamiento de Madrid Juan José de Gracia Gonzalo ha esposto in sei sintetici punti l’esperienza della capitale spagnola negli ultimi anni.
Madrid, ha detto Gonzalo, si è impegnata in un concetto di rinnovamento della città attraverso l’adozione di politiche su misura e l’esposizione di molti progetti in varie città del mondo è il riscontro di come questa scelta sia stata valutata positivamente.
In materia di social housing ci sono molte variabili, motivo per il quale va definito il soggetto a cui ci si rivolge, mentre la politica non deve limitarsi ad attuare una strategia di compensazione, ma deve rispondere a una sfida che richiede diversi generi di risposta, molto spesso di carattere universale. Ad aver bisogno della casa non sono più solo i più poveri, oggi ci sono ampie fasce di cittadini che hanno questa necessità. In Spagna il 30% delle case è tutelato, e a Madrid la percentuale sale al 50%. La politica abitativa, ha detto Gonzalo, deve proteggere non solo l’accesso alla prima casa, ma rispondere nel tempo alle necessità che si presentano nel corso della vita.
Il tema delle risorse finanziarie è il terzo punto dell’analisi di Gonzalo. Le sovvenzioni governative non bastano, ma vanno integrate attraverso una cooperazione a livello locale. Nel periodo 2003/2011 le famiglie che avranno accesso a un’abitazione di edilizia sociale saranno 68 mila, di queste, 23 mila usufruiranno di sovvenzioni private.
Le politiche sono volte a recuperare il patrimonio esistente e saranno 90 mila i progetti che vedranno la luce negli otto anni (2003/2011) presi a riferimento. Da qui ne deriva l’utilizzo di buone pratiche di progettazione e sistemi innovativi che saranno adottati nella realizzazione del villaggio olimpico in cantiere - se Madrid sarà scelta per i giochi del 2016 - su un terreno di 60 ettari e che sarà poi recuperato e destinato ad alloggi sociali.
Gonzalo ha citato anche il recupero dei quartieri storici della città. L‘intenzione è di non creare dei ghetti nelle periferie, bensì di avere una distribuzione eterogenea anche dal punto di vista sociale.
L’ultimo punto è l’auspicio da parte del politico spagnolo perché si creino le condizioni per una proficua collaborazione tra pubblico e privato. Una condizione indispensabile per realizzare progetti che abbiano l’indispensabile tratto distintivo di eccellenza e di qualità.