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Che cos'è, che cosa comporta: Basilea 2 in sei mosse.
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Basilea 2 è il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. In base ad esso le banche dei paesi aderenti dovranno accantonare quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai vari rapporti di credito assunti, valutato attraverso lo strumento del rating.

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Oggi i membri del Comitato di Basilea provengono da Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.

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Il Comitato non possiede alcuna autorità sovranazionale e le sue conclusioni non hanno alcuna forza legale. Le linee guida del Comitato sono formulate nell'aspettativa che le singole autorità nazionali redigano disposizioni operative che tengano conto delle realtà dei singoli stati. L'obiettivo è la convergenza verso approcci e standard comuni.

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Il primo Accordo di Basilea risale al 1988. Nel gennaio 2001 il Comitato di Basilea ha pubblicato il documento The New Basel Capital Accord con lo scopo di giungere a un testo definitivo entro la fine del 2003, mentre l'attuazione dell'accordo è prevista per la fine del 2006.

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Il contenuto del Nuovo Accordo si articola su 3 punti cardine:



  1. I Requisiti patrimoniali minimi
  2. Il controllo delle banche centrali
  3. Disciplina del mercato e trasparenza
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Sul documento originario di Basilea 2 sono state formulate numerose critiche (che hanno portato a successive modifiche del documento) e ipotizzate alcune conseguenze negative. Le tre più importanti sono:



  1. La discriminazione tra banche, perché quelle piccole non potranno utilizzare le metodologie più avanzate, quindi subiranno un onere patrimoniale maggiore rispetto ai grandi gruppi
  2. La penalizzazione del finanziamento alle piccole e medie imprese indotto dal sistema dei rating interni
  3. Il problema della prociclicità finanziaria, quando, nei periodi di rallentamento economico, l'accordo avrebbe l'effetto di indurre le banche a ridurre gli impieghi, causa il crescere del rischio, con la potenziale conseguenza di inasprire la crisi.